L’azienda

Cantina Battiati è una giovane e piccola realtà nata dalla passione di Francesco Battiati, pronipote di “Don” Stefano Laurenzano che acquistò il terreno impiantando un vigneto già nel 1910. In seguito il Dr. Salvatore Battiati acquisì l’intera vigna del nonno, rilevando negli anni le parti della stessa proprietà già ripartita tra i legittimi eredi, riuscendo in tal modo a mantenere vivo sia il ricordo di Don Stefano che la tradizione di famiglia.


Da allora in contrada Piano Daini a Solicchiata, una delle sette frazioni di Castiglione di Sicilia particolarmente vocata per la coltivazione della vite, da generazioni si coltivano solo varietà autoctone di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, nel totale rispetto del terroir.
Il nostro vigneto si trova a circa 650 metri sul livello del mare, in un territorio caratterizzato dal vulcano attivo più alto d’Europa che elargisce grandi qualità ai suoi frutti e al vino in particolare, conferendo una mineralità ed una sapidità incomparabili; le forti escursioni termiche ne determinano inoltre un’eleganza che lo rende unico in tutto il mondo.


Attenti ai valori della tradizione e della qualità, le nostre viti trovano la massima espressione di “verticalità” nell’antica coltivazione manuale ad “alberello” che permette loro di spingere l’apparato radicale in profondità ed entrare in contatto con tutti gli strati del terreno.

Nessun uso di diserbanti o fitofarmaci solo verde rame e zolfo, tanto lavoro e una gioia infinita nel poter ancora lavorare gli antichi tralci piantati da sapientI ed esperte mani d’altri tempi.


LA STORIA


Dopo aver impiantato il suo vigneto, Don Stefano abbandonò le comodità urbane di Castiglione di Sicilia e si trasferì a vivere proprio a Solicchiata, dove costruì un palmento, una piccola stalla e due dimore,
una piccola per sé ed una un po’ più grande e semi interrata contenente una botte da circa 5 mila litri ancora esistente, non portò denaro ma soltanto il suo mulo.
Alla moglie ed ai figli, che ogni tanto andavano a trovarlo lasciò la disponibilità delle “cose” e dei soldi che aveva, visse di baratto per il resto della vita, utilizzando il vino come unica moneta di scambio.


…E questa è la storia della bottiglia di vino che avete tra mani.